Avviluppato da mille anni intorno al suo castello sulla formazione tufacea che s’innalza per 657 metri nell’alta valle dell’Ufita, il borgo di pietra di Zungoli guarda l’Irpinia e la piana di Foggia dalla posizione strategica che ne aveva determinato la formazione sulle grandi vie di comunicazione dell’antichità.
Vie percorse regolarmente da uomini e greggi da tempi ancora più remoti, quando quel territorio, oggi al confine tra la Campania e la Puglia, cominciò ad accogliere i primi insediamenti neolitici di cui sono riemerse importanti testimonianze. E in epoca romana da lì passava la via Herculea, fondamentale collegamento tra la via Traiana e la via Appia, che attraverso l’Appennino raggiungevano l’Adriatico.
Nel cuore della Baronia normanna, sulla rupe costeggiata dal torrente Vallone, fu innalzato nell’XI secolo un imponente castello con quattro possenti torri ai lati delle mura fortificate. La memoria trasmessa nei secoli ha attribuito quella costruzione, denominata Castrum Curoli, al condottiero normanno Leander Junculo o Curolo, dal cui nome deriverebbe il toponimo Zungoli, che altri riconducono invece al greco bizantino “Tsungos”.
E proprio in funzione anti-bizantina sarebbe stata edificata la fortezza intorno alla quale, secondo uno schema molto diffuso nell’Irpinia medievale, cominciò dapprima a formarsi e poi progressivamente a ingrandirsi il borgo costruito con la pietra locale. Quella che è ancora protagonista ovunque: sui muri delle case, nel selciato delle rue, le stradine che s’intersecano e salgono verso il castello, sulle scalinate che collegano i vari punti dell’abitato, sugli archi e sulle cosiddette “case pontili” tipiche di Zungoli.
Edificio di riferimento, anche visivo per come continua a svettare sui tetti del borgo circostante, il Castello dei Susanna prende il nome oggi dalla famiglia dei marchesi Susanna di Sant’Eligio, che ne sono i proprietari fin dall’Ottocento, quando subentrarono ai nobili Loffredo, che la possedevano dal XVI secolo. Prima di loro, andando a ritroso nel tempo, il maniero era appartenuto al vicerè Consalvo di Cordova e ai Del Balzo. Furono proprio i Loffredo, quando le esigenze difensive e militari originarie vennero meno, a trasformare la fortezza in residenza gentilizia. Dalle stanze del piano nobiliare, in cui si incontra anche un camino monumentale, si ammira uno stupendo panorama sulla valle verdeggiante in cui spiccano i riflessi argentei degli uliveti. Dell’antica struttura restano le mura possenti, il donjon e due delle torri originali. Alla fine del percorso classico alla scoperta di Zungoli, l’ingresso del castello si presenta con uno scenografico cancello di ferro battuto, che chiude le due ali del muro di pietra ingentilito da una cortina verde.
Altro edificio simbolo del borgo è la chiesa madre di Santa Maria Assunta, di cui la prima testimonianza documentale risale al 1417, sebbene la costruzione sia precedente al Trecento. Parrocchia dal 1734, epoca a cui risale l’attuale versione barocca, presenta anch’essa una prevalenza della pietra locale, condivisa con il campanile che svetta alla sua destra. A causa dei danni provocati da eventi sismici, la chiesa ha subito diverse successive trasformazioni. Restaurata dopo il terremoto del 1980, è stata riaperta al culto nel dicembre 1990. Divisa in tre navate, ospita pregevoli arredi in pietra scolpita, tra i quali il fonte battesimale e l’altare cinquecentesco posto a sinistra dell’ingresso. Molto venerata è la statua di Sant’Anna, compatrona del paese con San Crescenzo.
Di grande valore storico è anche il convento di San Francesco o Convento dei Frati Minori Riformati, situato nella parte più bassa del borgo, nel luogo in cui sorgeva la chiesa di San Cataldo, risalente al 1167 e collegata all’abbazia di Montevergine. Sono ancora visibili nel giardino del convento le fondamenta della chiesa precedente, di cui sono state acquisite nel complesso monastico francescano il pregevole coro ligneo, un affresco raffigurante la Madonna del Carmelo, una statua lignea della Madonna e un dipinto di “San Francesco in estasi”, attribuito da alcuni al pittore solofrano Francesco Guarini o da altri alla scuola napoletana del Seicento.
Nel borgo meritano di essere visitate anche le chiese di San Nicola e di Santa Maria di Costantinopoli e le cappelle dedicate a San Francesco da Paola e a Sant’Antonio Abate.
Nella parte più antica del borgo si trova anche il quartiere ebraico, popolato fino al Sette-Ottocento.
Alla Zungoli in superficie corrisponde un’altrettanto peculiare e interessante realtà ipogea, le cosiddette Grotte Bizantine scavate nella roccia tufacea tra il IX e il X secolo. Una successione di ampi ambienti disposti su tre piani, che sono tra loro collegati da gradinate. La loro funzione è mutata nel corso dei secoli a seconda delle esigenze contingenti degli abitanti del paese soprastante. Sono servite da rifugio durante i conflitti, poi da depositi per gli attrezzi agricoli e artigianali, in seguito, fino a pochi decenni fa, sono state utilizzate prevalentemente come ricovero per gli animali e anche come abitazioni. Ma c’era anche un ambiente adibito a forno per la panificazione, la Grotta Forno Filomena Isidoro, dotata di un forno a legna, e un altro spazio, rimasto immutato nel tempo, accoglieva un’osteria. Oggi le grotte, che offrono un interessante percorso carico di suggestioni, sono perlopiù utilizzate come cantine o come depositi per la stagionatura dei formaggi che rappresentano una produzione di eccellenza della zona.
Zungoli e il suo circondario, infatti, sono parte integrante del territorio di produzione del Caciocavallo podolico. Altra tipicità è l’olio extravergine di oliva DOP Irpinia-Colline dell’Ufita, prodotto con le olive della rinomata cultivar Ravece.
Zungoli è l’ultimo Comune della Campania il cui territorio è attraversato dal Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, usato da tempo immemorabile per la transumanza stagionale di greggi e mandrie dall’Abruzzo al Tavoliere delle Puglie e riconosciuto da qualche anno Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità insieme alle altre antiche vie dei pastori.
Zungoli è uno dei borghi Bandiera Arancione del Touring Club.
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LUIGI CIASULLO + 39 3891021720 - FIORELLA MARAIA +39 338 1577811




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